SPECIALISTA IN

PUBBLICAZIONI IN CAMPO PSICOLOGICO E PSICOTERAPEUTICO, E ATTIVITA’ CONGRESSUALI

  • Ho adottato un bambino in "Psicologia contemporanea"
    E. Giunti Barbera - Firenze
  • "Identità femminile e capacità genitoriali" con M. E. Fabiani,
    in "Segreti di famiglia" – a cura di M. Malacrea e di S. Vassalli - Ed. Cortina
  • "Le conseguenze dell’abuso sessuale sull"identità femminile";
    relazione presentata all’ottavo Congresso Internazionale sull’abuso dell'Infanzia - Amburgo
  • "Adolescenza nomade": il caso di Nina’
    relazione presentata alla "conferenza Nazionale sul bambino abusato" - Praga
  • "L’abuso dell’infanzia in una prospettiva transculturale:
    problemi terapeutici e preventivi"
    ;
    relazione presentata alla Quarta Conferenza Europea
    in tema di tutela del bambino – Padova (Abano Terme)
  • "Il problema della temporaneità dell’affido etero familiare";
    relazione presentata al convegno A.B.M. – Firenze
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LA PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

DI ORIENTAMENTO PSICODINAMICO
E' UN PERCORSO.

  • Per capire i nostri bisogni più profondi, i nostri timori, i nostri conflitti.
  • Per capire come si è sviluppato del nostro funzionamento psicologico: perché siamo quello che siamo e vorremmo essere quello che non siamo.


  • Quando affrontare una psicoterapia individuale?

    • Quando sperimentiamo condizioni di crisi: relazioni frustranti, ansia, insicurezza, solitudine; per un tempo non passeggero, ma persistente o troppo spesso ricorrente.
    • Quando il disagio interiore diviene angoscia o panico.
    • Quando lo stato d'animo è la depressione il vissuto del non poter fare nulla o del non voler fare più nulla.
    • Quando stiamo male e a volte non sappiamo neppure dirne il come e il perché, né sappiamo con chi parlarne.
    • Quando le nostre risorse, pur presenti, sono bloccate o male utilizzate.
    • Quando vorremmo migliorare la nostra condizione e le nostre relazioni.
    • Quando desideriamo un cambiamento.
    • Quando desideriamo conoscere meglio noi stessi, sapere di più su come funzioniamo psicologicamente e perché.
    LA PSICOTERAPIA È UN PERCORSO nel mondo interno verso luoghi recenti e remoti della nostra vita interiore e della nostra storia da trovare, ripercorrere e rivivere, ma da rielaborare con diverse risorse non come eravamo ieri ma come oggi siamo divenuti.
    E' un percorso non sempre agevole e a volte impervio.
    Impegna sempre comunque, col terapeuta, il soggetto che lo vuole affrontare.
    Richiede adeguate risorse intellettive e capacità di introspezione.

    Lo psicoterapeuta è l'altra persona con cui poter parlare di sé con libertà di dire: 'l'altro' non giudicante con cui stabilire un' alleanza e una relazione di aiuto.
    Può contenere il nostro disagio, sostenerci nel riconoscere i nostri limiti e nello scoprire e valorizzare le nostre risorse; può aiutarci a conoscere noi stessi e a cambiare, ma anche a riconoscere le avversità dell'ambiente e la realtà in cui viviamo e nel trovare per essa modi accettabili di adattamento.

    Può aiutarci ad affrontare e a migliorare relazioni difficili.
    E' inserito in uno spazio/tempo peculiare e con lui si condividono unicamente gli incontri di psicoterapia.
    Ci conosce e lo conosciamo solo o soprattutto attraverso le parole. Utilizza gli strumenti della sua formazione e ne rispetta i principi, in primo luogo quelli del segreto professionale.

    La durata di una psicoterapia è subordinata alla complessità della situazione.
    Può essere più breve se mirata alla risoluzione di problemi specifici.
    Sarà più lunga se finalizzata a una più profonda ristrutturazione della persona.
    Nel corso della terapia possono essere dati dei tempi di scansione e di restituzione dei risultati raggiunti e concordate scadenze parziali di fine terapia.

    Il tempo classico delle sedute individuali è di 50 minuti.
    Quello delle sedute di coppia o familiari è di un ora e trenta minuti.

    L'onorario è concordato al momento della consultazione.

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    LA CONSULTAZIONE PSICOLOGICA

    La consultazione - a differenza della psicoterapia - può concludersi nello spazio di un incontro o richiederne alcuni.
    Nondimeno, come la psicoterapia, impegna lo psicologo al segreto professionale in ordine alle informazioni che riceve, attinenti anche la sfera più intima della persona.
    Può essere richiesta INDIVIDUALMENTE ma anche dalla COPPIA.

    Risponde al bisogno di ascolto, di confronto e di scambio, quando siamo assillati dai dubbi o da dilemmi di scelta; o quando ci sentiamo oppressi da sensi di colpa e di vergogna.
    Lo psicologo cui è richiesta consulenza non offre soluzioni di certezza, ma aiuta a chiarire le alternative delle scelte possibili, gli sviluppi e le conseguenze di esse e dei comportamenti agiti, oggettive e soprattutto psicologiche, e le responsabilità che comportano.
    Aiuta a decidere con maggior consapevolezza e sicurezza.

    Il tempo di una seduta è di circa un'ora.

    La consultazione può precedere un percorso di psicoterapia individuale.
    Rappresenta dunque un momento importante anche per la conoscenza dello psicologo cui affidare i nostri pensieri e confidare i nostri bisogni più intimi.

    Le aree in cui la consultazione si esplica sono tipicamente quelle delle RELAZIONI

    nella CRISI DI COPPIA

    nella SEPARAZIONE
  • quando pensata e desiderata, quando temuta, quando vissuta con sensi di colpa
  • quando non elaborata e affrontata impulsivamente
  • quando non desiderata, ma subita e vissuta nel dramma dell'abbandono
  • Sul processo di separazione sono spesso richieste conoscenze, informazioni, chiarezze di percorso.


  • nel 'DOPO SEPARAZIONE', un tempo spesso ancora doloroso o conflittuale
  • Perché i sentimenti mutevoli che hanno tessuto il rapporto di coppia non si spengono con l'atto separativo: non quelli positivi dell'amore, dell'affetto, della solidarietà e della stima che accompagnano spesso il tempo dell'innamoramento e le prime fasi della relazione e della convivenza, non quelli negativi della delusione, della rabbia, del rancore o della disistima, che hanno portato alla fine dell'unione e che possono prevalere e resistere.
  • Perché le separazioni hanno ricadute psicologiche sui figli.


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    I FIGLI

    nella SEPARAZIONE

    I soggetti che sempre ne soffrono, quando bambini e quando adolescenti.
    Le loro reazioni e la loro gestione quotidiana, sia nella nuova condizione di single sia nel contesto di una nuova convivenza, possono mettere in crisi il ruolo genitoriale. Possono creare insicurezze e sensi di colpa.

    Possono emergere e crescere tra i genitori separati timori reciproci di inadeguatezza educativa o può nascere la paura di essere il genitore meno amato o di perdere con la nuova realtà l'affetto filiale.

    La squalifica dell'altro genitore, anche quando non espressa verbalmente, è un pericolo in agguato che procura sempre ai figli un grave disagio.
    Il genitore che NON NE HA OTTENUTO LA COLLOCAZIONE PREVALENTE e a volte neppure l'affido condiviso se pure previsto dalla legge, è esposto a una prova emotivamente molto difficile per il venir meno della quotidianità di relazioni con i suoi bambini e per la ferita dell' immagine di sé.
    I FIGLI possono divenire NON GIÀ SOGGETTI DI VALORE PREMINENTE anche nel processo separativo ma OGGETTI DI CONTESA che aggrava la loro condizione.
    LA CONFLITTUALITÀ DEI GENITORI ESPONE A INTERVENTI DI AUTORITÀ, come nel caso in cui un Tribunale dispone una CONSULENZA TECNICA D'UFFICIO/UNA C.T.U. per far chiarezza sulle condizioni dei minori e disporre interventi a loro protezione.
    I genitori stessi a volte ricorrono all'Autorità Giudicante e si affidano alla valutazione e alle decisioni del Giudice attraverso una C.T.U.

    Il consulente psicologo esperto dell'area famiglia e minorile può svolgere un importante ruolo di MEDIAZIONE, può offrire un aiuto per contenere il conflitto, per rafforzare le parti genitoriali più sane, il senso di responsabilità e l'autoconsapevolezza.
    MIRA A UN INTERVENTO PREVENTIVO DI INTERVENTI DI AUTORITÀ SPESSO LIMITATIVI DELLA POTESTÀ GENITORIALE.

  • I FIGLI
  • e le DIFFICOLTÀ DEL DIVENIRE ADULTI


    I figli possono essere al centro di richieste di consulenza anche al di fuori degli scenari di separazione.
    Genitori solleciti esprimono attenzione per la loro sana crescita psicologica o preoccupazione o allarme per segnali di disagio che colgono in essi, o per i rischi percepiti nel contesto sociale.
    Possono esprimere insicurezze sulle proprie capacità educative o attese troppo elevate e delusione nelle aspettative.
    Il cammino verso l'autonomia e l'indipendenza - che porta con sé la fine del rapporto di dipendenza dalla famiglia e dunque implica una separazione in primo luogo emotiva, ovvero un cambiamento nelle relazioni affettive con la madre e col padre - può creare difficoltà nei figli e nei genitori stessi.
    Il consulente esperto di psicologia dello sviluppo può aiutarli a meglio rispondere ai bisogni evolutivi dei loro figli, a equilibrare le proprie risorse, a temperare vissuti ansiosi, a ridimensionare aspettative, ad accettare l'indipendenza dei figli e a viverla come successo piuttosto che come perdita.

  • I FIGLI
  • e il PENSIERO ADOTTIVO

    I FIGLI possono essere oggetto di una rinuncia senza rinvio nella coppia che sperimenta una condizione di sterilità non voluta.
    La coppia, a volte dopo il fallimento di tutti i tentativi per realizzare una genitorialità biologica, può volgere il pensiero all' ADOZIONE, anche internazionale, spesso con ansie e incertezze.
    Il consulente che ha operato in quest'ambito può orientare al riguardo, aiutare a comprendere le difficoltà della genitorialità adottiva soprattutto nel lungo periodo, quando il figlio adottato diviene adolescente.

  • I FIGLI
  • NEI CASI DI MALTRATTAMENTO E DI ABUSO

    I BAMBINI all'interno della famiglia e all'esterno di essa possono essere al centro di problemi di forte spessore, penalmente rilevanti.
    IL MALTRATTAMENTO E L'ABUSO SESSUALE dei minori è di triste attualità perché diffuso nella nostra società e non soltanto, a tutti i livelli sociali.
    Può avvenire nel segreto delle mura domestiche o riguardare bambini esterni alla famiglia.
    Un genitore può essere testimone diretto di una molestia o di un abuso sul proprio figlio, o presumerli in base a indicatori letti nel suo comportamento e nelle sue parole. Può temerli, essere tormentato dal dubbio ma non osare parlarne con nessuno. Può anche essere sostenuto da certezze, talora non fondate, per fatti o parole equivocate.
    Il consulente che si è occupato di questi problemi in sede civile e penale può offrire un primo aiuto mirato a chiarire l'esperienza vissuta, a meglio definire e capire gli indicatori di abuso che hanno suscitato l'allarme o che non l'hanno suscitata affatto, a equilibrare convinzioni e comportamenti.
    Cercherà in primo luogo di proteggere il bambino, con attenzione a tutti i componenti il nucleo familiare.
    Informerà sul dovere della denuncia e sulla responsabilità di essa.
    Potrà indirizzare nelle sedi istituzionali specialistiche.

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    TEST E PSICODIAGNOSI

    La dott.ssa Lia Zanardo ha una valida esperienza nell’area della diagnosi e dei test psicologici dell’adulto, dell’adolescente e del bambino.
    Ha inoltre una lunga esperienza di consulente tecnico d'ufficio/C.T.U. e di consulente tecnico di parte/C.T.P. e può accompagnare e supportare i genitori in questo difficile percorso, collaborando con i loro rappresentanti legali.


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    LE SEPARAZIONI CONFLITTUALI

    nella

    CONSULENZA TECNICA D'UFFICIO/C.T.U


    La separazione e la costutuzione di nuove coppie non sono piu' eventi eccezionali, ma scelte 'normali' della famiglia post moderna.
    Benche' oggi 'normale' la separazione e' sempre comunque dolorosa per tutti i soggetti in causa, per i figli soprattutto, ma anche per la madre, per il padre e non di rado per i nonni.
    La sofferenza che accompagna il processo separativo e le difficolta' insite nelle nuove condizioni familiari accrescono o generano conflittualita' polarizzate molto frequentemente SULL'AFFIDAMENTO DEI FIGLI.

    LA CONSULENZA TECNICA D'UFFICIO/C.T.U. DISPOSTA DAL TRIBUNALE è spesso attivata dalla richiesta dei genitori di un giudizio al di sopra delle parti o è disposta d'ufficio per la gravità degli elementi emersi e segnalati.

    La C.T.U. è dunque l'esito di relazioni di coppia in cui fallisce la capacità di autoregolarsi e di trovare in sé le forze necessarie per affrontare la nuova identità familiare.
    Per i figli oggetto di contesa i genitori paiono a volte disposti a tutto per 'vincere'.

    L'Autorità Giudicante deciderà infatti AL DI SOPRA DELLE PARTI sul futuro del nucleo, di cui uno degli aspetti è precisamente l'affidamento dei bambini e le condizioni della loro collocazione.

    Il GIUDICE PUÒ NOMINARE UN CONSULENTE TECNICO DEL TRIBUNALE che possa assisterlo nell'acquisire gli elementi necessari per valutare qualitativamente le singole situazioni.
    PUÒ NOMINARE UNO PSICOLOGO (uno psichiatra o un neuropsichiatra infantile) coi quali lavorerà in un rapporto strettamente fiduciario.

    Il consulente psicologo nominato dal Giudice/il C.T.U. deve rispondere al quesito ricevuto in ordine alle condizioni psicologiche dei genitori e dei minori, alla qualità delle relazioni tra loro esistenti, alle competenze genitoriali, alle risorse esistenti nel contesto familiare e a quant'altro l'Autorità possa ritenere utile nell'ottica di un progetto tutelante dell'armonico sviluppo psico-fisico del minore.

    Una precisa valutazione psicodiagnostica dei soggetti di causa è in genere richiesta dal Giudice Minorile.


    Il consulente accetterà, con giuramento di rito, di rispondere al Quesito che gli è formulato nell'udienza di conferimento dell'incarico; effettuerà tutte le operazioni cliniche necessarie per una risposta esaustiva e motivata al Quesito ricevuto, redigerà e depositerà alla fine delle stesse una relazione conclusiva, completa dalle repliche alle osservazioni dei Consulenti di Parte, previi chiarimenti, aggiornamenti, informazioni al Giudice nel percorso delle indagini, quando rilevanti per il procedimento.

    Compito essenziale del C.T.U. è la tutela del contraddittorio con le Parti, e/o i rispettivi rappresentanti legali o rispettivi Consulenti Tecnici di Parte/C.T.P

    Le competenze dello PSICOLOGO C.T.U. in area famiglia e minorile sono complesse.

    La sua formazione psicologica comporta in primo luogo

  • collaudate competenze nel lavoro clinico e di valutazione psicodiagnostica, dunque una conoscenza approfondita di psicologia e di psicopatologia dell' adulto e dell'età evolutiva, di dinamiche relazionali di coppia e familiari, degli strumenti di valutazione testale/dei Test

  • Richiede in pari tempo

  • una competenza giuridica adeguata che gli consenta di seguire, comprendere, conoscere il procedimento nel quale si contestualizza il lavoro psicologico peritale, non solo teorica ma di esperienza sul campo, avendo presente che l'Autorità Giudiziaria è il referente iniziale e l'interlocutore finale di ogni perizia.


  • Dovrebbe mirare a un buon esito del lavoro peritale non solo in termini valutativi del sistema familiare, ma di aiuto alla coppia con obbiettivi di modifica dei rapporti personali verso un appianamento del conflitto, di essenziale importanza per l'equilibrio dei figli.

    Cercherà di rendere la consulenza anche uno spazio di confronto e di riflessione dei genitori affinché depongano le armi della battaglia legale per approdare a una dimensione bi- genitoriale dei loro rapporti.

    Aiuterà i genitori a interiorizzare che l'armonico sviluppo psicoemozionale del loro bambino richiede un libero e spontaneo accesso alla madre come al padre, la salvaguardia da manovre strumentalizzanti, il non essere lacerato da conflitti di lealtà, l'essere rispettato nei legami affettivi comunque esistenti con l'uno e con l'altro genitore.

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    IL CONSUENTE TECNICO DI PARTE/C.T.P.


    Quando il Giudice dispone una C.T.U. nell'ambito di un procedimento penale o civile i soggetti in esso coinvolti possono far valere il DIRITTO DI NOMINARE UN CONSULENTE DI PARTE/C.T.P. di loro fiducia, a cura del loro avvocato.

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    LO PSICOLOGO NOMINATO CONSULENTE TECNICO DI PARTE/C.T.P.


    In ambito civile lo PSICOLOGO può essere nominato consulente tecnico di parte in procedimenti che riguardino separazioni tra genitori in conflitto per l'affidamento esclusivo dei figli e/o per la loro collocazione prevalente o minori in condizioni di pregiudizio per presunte inadeguatezze familiari che il Giudice vuol verificare con una Consulenza Tecnica d'Ufficio, come sopra esposto.

    CHI E' IL CONSULENTE TECNICO DI PARTE/il C.T.P.
    FORMAZIONE DOVERI/DIRITTI DELLO PSICOLOGO CONSULENTE TECNICO DI PARTE/C.T.P.

    Il Consulente di Parte è collaboratore tecnico dell'Avvocato che ha depositato in Tribunale la sua nomina. Cerca di sostenere le richieste/aspettative del cliente, ma sempre nel rispetto della propria deontologia professionale e nell'interesse prioritario dei minori in causa.

    Il C.T.P. nominato dovrebbe avere una valida formazione in psicologia giuridica - teorica e pratica - con esperienza collaudata del complesso lavoro peritale nel ruolo di consulente di parte e possibilmente anche di C.T.U.

    FUNZIONI DELLO PSICOLOGO CONSULENTE DI PARTE/C.T.P.

    nello specifico:

  • C.T.P nominato conosce ed esamina i contenuti degli atti di causa.

  • partecipa alle operazioni peritali nel calendario stabilito e possibilmente concordato col C.T.U., ovvero a tutti i colloqui con le parti/i soggetti da periziare e alle sedute di osservazione delle relazioni tra loro intercorrenti. Non partecipa di consuetudine agli incontri con i bambini.

  • esamina i protocolli dei test somministrati agli adulti e ai minori dal C.T.U.

  • controlla l'adeguatezza metodologica dello svolgimento peritale e la sua completezza in ordine al quesito del giudice, contribuendo per quanto possibile a stabilire col C.T.U. un clima di collaborazione e di distensione.

  • interagisce con il C.T.U. ed entra in contraddittorio: pone domande e offre spunti di osservazione e di approfondimento, informa su nuovi elementi conoscitivi che emergano in corso di perizia, sostiene una dinamica di scambio di osservazioni e di valutazioni, replica eventualmente ed argomenta e dibatte su di esse.

  • scrive a conclusione delle operazioni peritali, ove occorra, una relazione di replica alle conclusioni del C.T.U. che potrà consentire al Giudice, con la risposta ad essa da parte del C.T.U. di avere una visione del caso da diverse prospettive, per fondate disposizioni del Decreto.


  • inoltre, ma non secondariamente lo psicologo consulente di parte assume nei confronti del suo cliente un ruolo di supporto emotivo e conoscitivo, di stimolo e di chiarificazione sul percorso peritale, sempre faticoso, e sul suo svolgimento.

    Può comunicare e avere colloqui con lui (non col minore) sia prima dell'avvio delle operazioni peritali che in corso di perizia.

    Lo psicologo consulente di parte accompagna il suo cliente nei momenti più difficili del lavoro di perizia, lo informa sull' andamento della stessa, risponde alle sue domande, cerca di risolvere i suoi dubbi e di contenere le sue ansie.

    La necessità del periziato di accostare la storia della propria vita anche nei tempi e negli aspetti più dolorosi, più complessi o più confusi può rappresentare infatti un carico psicologico di grande peso, che espone a cedimenti depressivi, a inibizioni o a comportamenti/esternazioni, anche a proprio svantaggio.

    Il C.T.P. condividerà col C.T.U. l'obbiettivo un percorso di modifica dei rapporti personali dei genitori verso il superamento del conflitto. Deve avere anch'egli come interesse prioritario della perizia quello del bambino.

    Per tutti i motivi indicati essere affiancati da un consulente di parte non è obbligatorio, ma è certamente utile, importante per non sentirsi soli in un percorso spesso molto impegnativo, utile anche al C.T.U. per consentire una comprensione e una valutazione del caso in un'ottica più ampia e articolata.


    LE COMPETENZE DELLO PSICOLOGO CONSULENTE TECNICO DI PARTE/C.T.P.

    Le competenze del consulente di parte /C.T.P. sono complesse, sull'asse della formazione psicologica e di quella giuridica, teorica e soprattutto di collaudata esperienza peritale. Dovrebbero essere paritetiche a quelle del C.T.U. col quale poter professionalmente entrare in contraddittorio.

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    La dottoressa Lia Zanardo collabora con la dottoressa Lucia Portella
    nella presa in carico psicoterapeutica delle coppie in crisi